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L’adozione importa il “prendersi cura” di
un appezzamento di vigneto, di almeno 100 mq. di estensione, contribuendo alle
spese per l’allevamento, la raccolta, la vinificazione; tenuto conto che nella
della nostra azienda, 100 mq di vigneto importano una produzione di circa circa
150/200 bottiglie da 750 cl di pregiato vino.
L’adottante potrà, inoltre, seguire anche
di persona le diverse fasi produttive e di lavorazione; ciò potendo costituire
anche l’occasione per una vacanza davvero “alternativa”: nel cuore del
Mediterraneo e di fronte l’Africa, vivendo la calda terra di Sicilia nella
pienezza delle proprie tradizioni culturali ed enogastronomiche.
Ma, cosa ben più rara, riportandosi con se,
anche un pregiato “pezzo di Sicilia” qual è il millenario vino siciliano, ad un
costo a bottiglia, inferiore a qualsivoglia altro prodotto di comparabile
qualità.
Potrà l’adottante, personalizzare tale vino
con una propria etichetta e così deliziare le persone più care e perché no?
autopromuovere la propria immagine o pubblicizzare la propria attività..
Relativamente a quest’ultima possibilità,
in occasione delle festività natalizie, per esempio, potrebbe regalare ai propri
clienti più affezionati, una bottiglia del proprio vino con riprodotto
nell’etichetta il marchio della propria azienda.
L’idea dell’adozione del vigneto per
ricavare un prodotto “personalizzato” partecipando l’adottante, quando
possibile, alle diverse fasi della lavorazione del vigneto e della
vinificazione, peraltro, non nasce certo da una politica squisitamente
commerciale, ma piuttosto dal desiderio della nostra famiglia, di dividere
l’amore per la “buona terra” e le “buone tradizioni”, con quanti apprezzano la
campagna ed i suoi prodotti e che, come noi, sono impegnati in altre attività
lavorative.
Viene allora richiesto, un impegno annuale,
che comprende un intero ciclo produttivo del vigneto e che si conclude con la
vinificazione; la qual cosa comportando una contributo di euro 500,00 /100 mq,
rinnovabile di anno in anno.
Un grazie anticipato a chi vorrà
interessarsi a questa nostra iniziativa anche da parte della piccola barbatella
che aspetta di crescere..
Tra i ricordi delle tradizioni minime
locali, troppo spesso inesorabilmente dimenticate, mi sovviene quella del
dissetare, anche i bimbi, come me allora, con una piccola “spruzzata” di vino
mischiato all’acqua addizionata con l’anidride carbonica e zucchero, ovvero alla
gazzosa.
Come allora, anche mio figlio può
assaporare con la gazzosa ghiacciata il nostro vino di famiglia, così
spezzando con quest’afflato, il caldo avvolgente e meraviglioso della nostra
terra.
Ed è proprio a lui, Francesco Claudio, che
affidiamo questa campagna divulgativa della nostra idea, perché possa crescere
come il vostro ed il nostro vigneto.
Enzo Agnello.
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